Politica

Amt, garantiti i servizi per i disabili

E’ passata in tarda serata la delibera per la modifica dello statuto dell’Amt, una delibera di adeguamento dello statuto Amt alla cosiddetta “Legge Madia”, un provvedimento del governo Renzi finalizzato a migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione, un vero “cancro” del cosiddetto “sistema Italia”. La maggioranza  questa volta è stata netta, tanto da consentire il voto e l’approvazione.

Sono passati una serie di emendamenti presentati da Niccolò Notarbartolo e Sebastiano Arcidiacono, in particolare sulla questione del collegio sindacale e sulla necessità dell’evidenza pubblica per la nomina del direttore generale. “In AMT  – spiega Arcidiacono – il Direttore Generale sarà selezionato per concorso pubblico e non per chiamata diretta. Più trasparenza, più merito e meno clientele”.

Passato anche l’emendamento di Fratelli d’Italia, sostenuto dai consiglieri Messina, Balsamo e Nicotra sul servizio obbligatorio ai disabili. Ma è proprio Messina ad attaccare più duramente l’assessore al ramo e l’amministrazione sulla questione Amt.

“L’Amt – dichiara Messina –  così come le altre partecipate sono, per l’amministrazione, un semplice poltronificio e non un servizio da mettere a disposizione del cittadino”. “Non si inventa la mobilità in città, ci sono pochissime variabili. Ma così hanno fatto in questa amministrazione. Sono riusciti a far uscire appena 39 autobus e a non garantire i servizi essenziali per la città, ma l’importante è posizionare qualcuno nella poltrona, magari con le cariche ad interim pur essendo pronti i concorsi –  continua  –  In barba ad ogni legge e regola l’azienda con la complicità dell’amministrazione, preferisce fare nomine pur di non espletare i concorsi, assegnando così secondo le procedure di legge i ruoli mancanti all’interno della stessa azienda, con stipendi maggiorati nonostante la crisi della partecipata.

“Avevamo consegnato una società pienamente funzionante e adesso è sull’orlo del fallimento. Era una Spa senza debiti, l’amministrazione doveva semplicemente farla funzionare. Ma a loro non interessa, se non come occupazione di poltrone per poter garantire la maggioranza in aula”.

L’esempio del consigliere è il lampante declino della Brt, inaugurata durante l’amministrazione Stancanelli ma poi lasciata andare, e il progetto di mobilità sostenibile Brt2 e Brt3, presente nel Piano Regolatore Traffico Urbano, ma mai realizzato.

 

 

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Redazione

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