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Etna Comics, Harley Quinn raccontata dai “genitori”

13340451_10209745433257954_805601342_oDopo l’intervista a Yumiko Igarashi, disegnatrice di Candy Candy e Georgie, e al creatore di Jenus, Don Alemanno, oggi è la volta di Amanda Conner e Jimmy Palmiotti team creativo di “Harley Quinn” personaggio di spicco di casa DC, casa editrice di Batman e Superman

Miss Conner ritiene che le donne siano più brave nel ritrarre il corpo femminile, in virtù della loro conoscenza più approfondita del soggetto?

A.C.  «Credo che questo sia qualcosa che risale a molto tempo fa, ovviamente una donna che conosce approfonditamente le proprie forme ha più naturalezza nel disegnarle, così come gli uomini. Poi però fai molta pratica e riesci a disegnare in maniera egregia anche le forme dell’altro sesso. Mi viene da pensare ad Adam Hughes che disegna stupendi corpi femminili. Per me è stato proprio così, mi sono dovuta esercitare molto per disegnare copri maschili»

Lei ha frequentato la Joe Kubert school e ha affermato che uno dei grandi nomi che ha sempre apprezzato è Frank Miller, chi è stato nella storia dei comics l’autore che l’ha ispirata di più?

A.C. «Quando ero più piccola sicuramente Dan De Carlo autore dei fumetti di ARCHIE, conobbi F.Miller solo quando entrai nella Kubert School, si di sicuro è uno dei miei preferiti. Se dovessi però dire chi è il mio preferito di tutti i tempi direi Chuck Jones realizzatore dei cartoon dei Looney Toones, grande ispiratore per le espressioni facciali e linguaggio del corpo»

A proposito di espressioni facciali, che cosa ricerca nella realizzazione di un viso Amanda Conner? Realismo? O semplicemente espressioni di grande impatto?

A.C. «Credo sia importante che sia l’emozione a dover essere messa in risalto, Joe Kubert ci diceva “siate sicuri che i lettori si rendano conto di quello che sta succedendo”, ci ho pensato un attimo e aveva totalmente senso! Quindi ho sempre cercato di fare di conseguenza»

Joe Kubert sapeva scrivere e disegnare grandi storie di attualità e storie sui supereroi, possiamo vedere che in tantissime storie di supereroi viene inserito un messaggio di fondo importante, crede che ogni storia dovrebbe farci assimilare un messaggio importante?

A.C. «Non credo che ogni singola storia debba mandare messaggi importanti, a volte le storie possono essere storie giusto per raccontare storie. Harley Quinn per esempio è sempre stata solo la fidanzata del Joker, quando io e Jimmy abbiamo preso in gestione il personaggio abbiamo cercato di renderla sicura, forte, fare di lei l’ex fidanzata del Joker, il semplice messaggio magari che ho inserito è quello che magari a volte quando sei coinvolta in una relazione sbagliata, per quanto difficile sia uscirne è in ogni caso possibile»

Mister Palmiotti diventa un peso raccontare le storie di un personaggio che sta per arrivare sul grande schermo?

J.P.  «Beh il nostro primo dovere è verso i lettori del fumetto, il film non lo abbiamo ancora visto, quando lo vedremo decideremo se prendere qualcosa o se non trarne assolutamente nulla, la cosa che davvero importa è che quando le persone guarderanno il film diranno di voler leggere il fumetto e quello che stiamo facendo noi è rendere il fumetto comprensibile anche per i nuovi utenti, senza che loro abbiano letto per esempio i precedenti sei anni di storie editoriali, sappiamo anche che la maggior parte degli utenti è di sesso femminile e di giovane età, quindi siamo molto attenti alla nostra platea per far si che comprino il numero successivo. Il film sarà uno strumento che ci porterà nuovo lettori.»

Lei come Joe Quesada ha acquisito differenti ruoli nel corso della sua carriera, colorista, disegnatore e scrittore, quanto è complicato essere così versatile nel vostro mondo?

J.P. «Beh devi imparare se vuoi avviare tuoi progetti. Quando scrivi un libro tuo devi assumere uno staff, più cose sai fare meno persone devi pagare. Per tanto tempo ho disegnato e lo trovo estenuante Amanda può testimoniare, per me è importante anche creare nuovi personaggi, è importante per ognuno di noi in questo settore, perché è una tua creatura e devi saper anche scrivere se vuoi farlo.

Con Joe è stato un lungo processo ma ci siamo riusciti, sia quando lavoravamo alla Marvel o alla Valiant abbiamo cercato si sviluppare nuovi personaggi parallelamente alla cura di personaggi già esistenti. Joe per esempio lavora al telefilm di Daredevil prodotto da NETFLIX, impari a fare cose diverse, a mio avviso è un’evoluzione naturale della tua carriera. Adesso per me l’importante è scrivere e lo sto facendo con mia moglie.»

Com’è lavorare in questo settore a stretto contatto con il proprio coniuge?

J.P. «è orribile! LEI E’ orribile, il mostro più terrificante della storia (ridono entrambi), scherzo.

È divertente, perché abbiamo un simile senso dell’umorismo e quando scrivo cerco di farla ridere, anche se poi l’umorismo a volte è soggettivo»

E’ anche un rapporto lavorativo che vi permette di migliorarvi reciprocamente?

J.P. «Decisamente, quando lavoriamo andiamo davvero a completarci reciprocamente, poi vuoi mettere la comodità dei viaggi, una sola stanza d’Hotel, è vero siamo due amanti dei fumetti ma con gusti molto diversi, del resto non vorresti mai amare qualcuno che è uguale a te.»

Questa è la vostra prima volta in Sicilia e a Catania, vi state godendo il soggiorno oltre al lavoro?

J.P. & A.C. «Si, siamo stati sull’Etna e abbiamo fatto un giro delle piccole grotte, dei crateri, tanta strada da fare a piedi ma ne è valsa la pena, Lunedì andremo a vedere Taormina prima di partire alla volta di Verona.»

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