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L’egemonia della bomba carta

Diciamocelo subito. La manifestazione di ieri è stata partecipata e civile.
Il numero di manifestanti superava di gran lunga quello che, in contemporanea, accoglieva Matteo Renzi alla Villa Bellini. E cioè un pubblico di deputati, di consiglieri comunali, di collaboratori parlamentari e di qualche giovane masochista di belle speranze. Un pubblico di potenti.
Protetto da un cordone di polizia di portata storica che ha fatto della Festa nazionale del Pd la “linea Sigfrido” di Renzi. Mai come ieri, con più evidenza, si è visto il sistema di protezione predisposto per il premier. Roba che nemmeno Obama. Altro che “la mia scorta è la gente”. Semmai la “mia scorta è l’agente”.
Ma insomma quali sono questi pericoli cosmici che incombono su Renzi? La mafia? L’Isis? Le meteoriti? Non si direbbe, a giudicare dallo schieramento di forze inviato ieri a fermare e poi caricare i manifestanti scesi in piazza contro Renzi.
Il pericolo, per Renzi, sono i cittadini. Che nel frattempo manifestavano in via Umberto: tra di essi non figura alcun esponente né dell’Isis né della mafia.
Tanti, tantissimi, a sfidare la pioggia per poter dire No. Persone comuni, giovani. Un corteo pacifico e civile almeno fino al numero 8 di via Umberto, il limite invalicabile, due porte prima di Savia. Lì alcuni manifestanti e la polizia si sono scontrati. È esplosa pure una bomba carta, peraltro accanto al sottoscritto che per poco non moriva d’infarto.
Su Facebook, gli opinionisti da social si stanno scatenando in queste ore: è esplosa prima la bomba carta? O è partita prima la carica? Interrogativi. Che si scioglieranno entro il caffè di domattina. Nel frattempo, pero’, domani, non si parlera’ dei nostri No, del No al Muos del No alla “Buona Scuola” o al referendum. Si parlerà della bomba carta. Ovviamente, non si parlera’ del grande corteo pacifico: non fa notizia. Me lo fanno capire anche le parole di una giornalista che ho captato durante il corteo: “Ma questi non rompono neanche una vetrina?”
Chissà l’eccitazione del cronista o dell’opinionista da social quando è esplosa la bomba carta. Finalmente accade qualcosa di cui parlare almeno per un giorno intero.
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