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Ospedali Infernali: Condizionatori in tilt al Policlinico e al Cannizzaro

35 gradi e sentirli tutti agli ospedali di Catania dove nei reparti, in piena emergenza caldo, i condizionatori non funzionano.

Medicina Interna, al primo piano dell’edificio 4 del Policlinico, è il reparto che ospita il maggior numero di anziani – la fascia debole più esposta di suo alle alte temperature: il sistema di refrigerazione non funziona. I ricoverati hanno ottenuto di poter aprire le finestre ma non è la soluzione migliore perché il calore non si placa e a ciò si aggiunge la presenza di zanzare per pazienti sofferenti e boccheggianti che pure avrebbero bisogno di vivere un ambiente sterile.

Al Cannizzaro, se possibile, è anche peggio al reparto di chirurgia generale al quarto piano dell’edificio 2: con i climatizzatori fuori uso, da dio sa quanto tempo, è vietato aprire qualsiasi finestra e i pazienti sono ostaggi di un calore asfissiante “stanno lì a crepare, soffocando nel sudore” racconta Davide che ha avuto la sfortuna di avere, nello stesso momento, ricoverati il padre anziano al Policlinico e la moglie al Cannizzaro.

IMG_2738I parenti dei ricoverati si sono portati da casa i ventilatori e certo non è la soluzione migliore quell’area sparata addosso ai ricoverati malati e, a causa della sanità, anche boccheggianti.

Già ai primi di luglio i parenti dei pazienti avevano denunciato la mancanza dell’aria condizionata al reparto di neurochirurgia del Cannizzaro che si trova sempre nell’edificio 2, in quell’occasione la dirigenza dell’ospedale si era affrettato a dire che “i problemi discendono dalle alte temperature e dallo stato di obsolescenza dei gruppi frigo.” Contestualmente si preoccupava di annunciare di aver avviato la procedura di gara per la sostituzione di uno dei due gruppi con uno nuovo di tipo “tropicalizzato”.IMG_2736

È agosto inoltrato e il caldo è ancora più opprimente e attanagliante per i pazienti. Chissà, forse per ottobre, entreranno a regime i nuovi climatizzatori. Quando non ve ne sarà più bisogno.

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Fabiola Foti

Mantide religiosa la sua presenza preannuncia la carestia… 14 anni di giornalismo, ma ci tiene a precisare che è molto giovane. Fuma come il comignolo di una ciminiera eppur si vanta di non puzzare ma di odorare di Arancio Amaro. Porta la mini (perché pensa di avere delle belle gambe) anche quando inforca il suo ipad ed insegue un intervistato. È l’incubo di almeno due presidenti della regione siciliana eppure i gossip le affibbiano una insana passione per uno di essi che lei non smentisce. Una penna sulla destra ed un biberon sulla sinistra; digita sulla tastiera e cerca di cambiar pannolini (l’impresa non sempre le riesce bene). Ama la satira, monta video da gran maestro e a furia di schezarci sopra si è beccata almeno 10 querele e 3 rinvii a giudizio. Ai suoi lettori chiede, qualora finisse in carcere, di portarle sigarette, sushi e sangele. Laureata in scienze giuridiche ha presentato una tesi in diritto ecclesiastico sui pax ed il suo relatore per protesta ha preferito non presentarsi alla discussione.

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