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Regionarie 5 stelle, è guerra interna

Grande tensione per questa prova generale di “dittatura digitale” targata M5S, e non mancano le polemiche che hanno seguito la pubblicazione dei risultati delle regionarie M5S.

A cominciare da Antonella Di Prima, candidata non eletta alle elezioni europee 2014, che affida ai social i suoi dubbi sulla trasparenza delle votazioni on line.

ANTONELLA DI PRIMA

Una richiesta di trasparenza più che legittima se si considera che i trombati alle europee 2014 attendono ancora i risultati delle votazioni on line di quella tornata. A poco sono servite le rassicurazioni del sen. Mario Michele Giarrusso che anzi, hanno inviperito ulteriormente la maggior parte degli attivisti, eccetto il candidato alle regionarie che non ce l’ha fatta della provincia di Agrigento, Mario Di Giovanna che, anzi, coglie l’occasione per confermare il suo “spirito talebano” e di fede cieca verso il M5S: per non dare sazio ai giornalisti o per pochi minuti di visibilità? Per non sbagliare, lo accontentiamo subito. D’altronde 5 minuti di celebrità non si negano a nessuno!

MARIO DI GIOVANNA

Non l’hanno presa meglio gli attivisti di Enna che hanno lamentato l’ascesa di giovani attivisti dell’ultima ora a discapito di chi per anni ha tenuto bandiera. E forse solo questo hanno fatto.

Santo Pidone

Crampi allo stomaco a Ragusa per la candidatura di Stefania Campo, ex assessore della giunta Piccitto che rassegnò le proprie dimissioni dopo essere stata accusata di aver fatto pressioni per l’assunzione del marito nella cooperativa che gestisce la lettura dei contatori dell’acqua per conto del Comune.

Entrano in lista anche gli ex assessori di Gela Nuccio Di Paola e Ketty Damante, assieme al deputato Giancarlo Cancelleri per la provincia di Caltanissetta.
Più che una selezione on line, sembra quasi un premio fedeltà a cui non si esimono i collaboratori Alberto Laspada di Messina e Luigi Sunseri di Palermo.

Più discreti, paradossalmente, risultano alcuni dei candidati catanesi provenienti da un meet up storico del capoluogo etneo, il meet up 900, confluito nel meet up dei Verdi di via Ipogeo, a cui fa capo il senatore Mario Michele Giarrusso, al centro del recente scandalo “Moduli e dati sensibili”.
Tra questi, Valerio Scarcella ex collaboratore dell’on Tommaso Currò, poi confluito nel PD. Rumors raccontano che il collaboratore venne licenziato in tronco dal deputato per un litigio arrivato alle mani a cui è seguita una pesante causa di lavoro. A conferma del gandhismo grillino! Pare sia un giornalista pubblicista, anche se nell’ambiente il suo nome non dice niente a nessuno.
Oppure Valeria Diana, compagna di vita di Sebastiano Marchese che vanta la collaborazione con l’on. Laura Bottici al Senato. Non pervenuta sul territorio.
Originaria del meet up 900 anche l’ex candidata a sindaco, oggi in corsa per una poltrona all’ARS, Lidia Adorno, personaggio che viene riesumato in tempo di elezioni con i risultati deprimenti che tutti conosciamo.
C’è poi Jose Marano, che in campagne elettorali è maestra: una candidata permanente che si sdoppia e che si alterna con il marito Marco Nipitella. Nonostante lo scotto delle espulsioni e della diffida per l’uso non autorizzato del logo ricevuto dal loro meet up nel 2014, torna alla carica prima alle amministrative misterbianchesi designata come assessore, e adesso alle regionali. Riusciranno i coniugi Nipitella a portare un onorevole in casa? Ne vedremo delle belle.
Tra i candidati più polemizzati, Gionata Ciappina, fondatore e organizer del meetup di Trecastagni che dal 2008 al 2013 era contemporaneamente anche consigliere comunale di maggioranza a sostegno del sindaco del PDL Pippo Messina.

Provano un secondo giro di giostra gli onorevoli Gianina Ciancio, che non si è ben capito cosa abbia prodotto in questi 5 anni trascorsi all’ARS, Francesco Cappello, che ha fatto propria la crociata crocettiana per l’abolizione delle provincie in favore delle città metropolitane (clamoroso fallimento di questo governo regionale!), e Angela Foti, altrimenti conosciuta come l’australopithecus Lucy a Palazzo d’Orleans,  ricordata ai più per le manifestazioni di bulimia giacobina acuta, e per avere assunto come portaborse la cognata di Antonio Fiumefreddo alla quale il meet up avrebbe impedito la candidatura.

Gravi segnalazioni lampeggiano nella provincia di Agrigento sul candidato Salvo Cinà che molti ricorderanno essere stato il capolista che si ritirò improvvisamente dalla corsa per le europee 2014, cedendo il posto a Ignazio Corrao oggi europarlamentare.

Non mancano i diverbi nel palermitano dove da un lato vengono mossi pesanti attacchi interni verso il candidato alle regionarie che non ha superato le selezioni Antonino Martorana accusato di avere dichiarato il falso nel suo curriculum di candidatura, dall’altro lato si chiedono maggiori chiarimenti a Valerio D’Antoni, socio di Ugo Forello in Palermo Legal, avvocato difensore di Claudia La Rocca per il caso Firme false” che pare abbia collaborato come consulente per le attività parlamentari della reo confessa. L’avvocato sostiene di essersi candidato per errore, ma l’errore sarebbe quello di crederci. Insomma: caricare il proprio curriculum sulla piattaforma, cliccare per ben due volte “sì” dando conferma di candidatura non trova riscontro con le affermazioni di uno tra i trombati alle regionarie più discussi.

Dantoni

Nel frattempo, si rimane tutti in attesa di conoscere il nome del prossimo candidato alla presidenza per il M5S. Tra gli attivisti e coloro i quali hanno abbandonato il progetto politico, sta circolando in chat e gruppi fb un messaggio a dir poco agghiacciante contro Giancarlo Cancelleri.

Cancelleri

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