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Sanità: la lettera aperta della Ugl di Catania al ministro Lorenzin

Catania – Riceviamo ed inoltriamo la lettera aperta che la Ugl di Catania indirizza all’attenzione del ministro della salute Beatrice Lorenzin, che proprio oggi pomeriggio sarà in città per un’iniziativa politica sulla sanità siciliana.

Si tratta di una missiva proprio sul tema della sanità in Sicilia ed nella città metropolitana di Catania e delle sue innumerevoli problematiche, che verrà consegnata anche brevi mano allo stesso ministro. Ringraziando anticipatamente si inviano i più cari saluti.

“Onorevole ministro,

bentornata a Catania! Città che da quando ricopre questa carica ha avuto modo di poter frequentare in altre occasioni e che, dall’ultima volta che l’ha vista presente, se pur per alcun versi ha registrato notevoli passi in avanti nel settore della sanità, per altri ne ha segnato una preoccupante involuzione. Catania si può benissimo considerare la cartina tornasole rispetto a ciò che accade nell’ambito della sanità, sia pubblica che privata, nell’intera Sicilia. Non vi è alcun dubbio che, negli ultimi anni, vi è stato un minimo, ma allo stesso tempo importante, incremento delle eccellenze in campo sanitario, che sempre di più sta consentendo ai nostri conterranei di rimanere nella propria terra per curarsi ed anche ai non siciliani di venire a farsi curare dagli ormai numerosi medici specialisti, che hanno messo le radici in Sicilia contribuendo all’implementazione di reparti in cui l’eccellenza è ormai consolidata. Oltre queste luci, che indubbiamente non possono essere ignorate ma esaltate, non si può non tenere conto delle tante ombre che penalizzano fortemente quella che si può appieno considerare la prima industria dell’isola. Ci sono, infatti, diversi punti estremamente delicati che riguardano da vicino lavoratori ed utenti, mondi apparentemente distanti ma che si intrecciano ogni qual volta si tratta di dover dare delle risposte alle problematiche di seguito esposte che soffrono, nella maggior parte dei casi, dello stesso comune denominatore: l’inerzia, la lentezza! Chi lamenta la mole più consistente di questi problemi è ovviamente il settore pubblico, ormai da troppi anni ostaggio di una gestione poco efficiente e di una burocrazia opprimente. Basta pensare al problema delle piante organiche con il paradosso dei concorsi effettuati, con tanto di graduatorie stilate, dove i vincitori da anni attendono di poter essere immessi in ruolo, così come gli aventi diritto ne aspettano lo scorrimento, mentre le aziende ospedaliere reclamano l’urgente bisogno di personale per continuare a tenere in piedi interi reparti. Non vogliamo dirlo, signor ministro, ma sembra che oggi si stia per arrivare al capolinea di questa annosa vicenda. Non vogliamo dirlo, signor ministro, ma sembra che oggi si stia per arrivare al capolinea di questa annosa vicenda. E non lo diciamo! Perché ogni qual volta sembra essere giunti al momento giusto, arriva l’intoppo, il ritardo, il problema che rinvia la questione ad un domani mai definito. Il tutto con la premessa che la complicata vicenda legata alla definizione della rete ospedaliera regionale sia stata definitivamente superata, poiché un segnale diverso vorrebbe significare l’azzeramento di quanto è stato fatto fino ad ora. Lo diciamo con il beneficio del dubbio, perché su questa problematica e su quella delle assunzioni ci si basa giornalmente su annunci e proclami, ma non su atti concreti che spesse volte arrivano con ritardo e poca chiarezza. Una criticità che, ancora purtroppo allo stato attuale viene ignorata, è quella riguardante le famigerate liste di attesa. Nonostante vi siano azioni di monitoraggio, cabine di regia, studi e iniziative varie, il problema rimane tale e quale e non si fanno passi avanti per garantire agli utenti attese esigue anche per le prestazioni più semplici. Non è affatto più tollerabile che si debba aspettare anche un anno per un’ecografia specialistica! Così come è assurdo che nei pronto soccorso si attende ore intere per avere garantite le cure necessarie per patologie afferenti a codici bianchi e verdi. Talvolta questo è anche il motivo scatenante che ha portato in questi ultimi mesi ad un’escalation di aggressioni da parte di utenti al personale sanitario dei pronto soccorso, soprattutto all’interno della nostra città. Su questi temi, come organizzazione sindacale, non abbiamo mai in alcun modo fatto mancare il nostro contributo in termini di sollecitazioni e suggerimenti. Ci siamo impegnati, mettendoci la faccia per mantenere alta l’attenzione su questi argomenti, battendoci con forza per una sanità siciliana più efficiente ed efficace, che possa tutelare chi vi lavora e chi invece deve poter fruire serenamente dei suoi servizi. Continuiamo a batterci perché si possa procedere presto alla stabilizzazione definitiva dei precari storici ed all’immissione in servizio dei vincitori di concorso, perché le prestazioni non siano più oggetto di lunghe attese ma un diritto da ottenere in tempi ragionevoli, perché i pronto soccorso non diventino dei far west, ma siano luogo di cure immediate e di performance sanitarie sempre più tempestive ed efficaci. Per questo motivo abbiamo invocato, in primo luogo, il potenziamento delle attività di accoglienza dell’utenza a cui, a seguito della procedura di triage, viene assegnato codice bianco o verde, nonché il necessario rafforzamento dei sistemi di vigilanza con l’impiego, nei presidi di pronto soccorso maggiormente a rischio, anche dei militari dell’esercito così da consentire allo stesso modo deterrenza e capacità di intervento tempestivo, atto a prevenire spiacevoli e gravi conseguenze per il personale e per gli utenti presenti nei pronto soccorso. Abbiamo auspicato l’introduzione del numero unico per le prenotazioni, così da abbattere almeno del 40% le sovrapposizioni tra le stesse anche nella medesima provincia. Catania, infine, attende il completamento dei lavori di realizzazione dell’ospedale San Marco di Librino, struttura bellissima e futuro polo di eccellenza che ci auguriamo non diventi una cattedrale nel deserto. In tal senso auspichiamo un suo autorevole intervento. Onorevole ministro, in questo periodo abbiamo apprezzato la sua attenzione e la sua sensibilità nei confronti dei problemi della sanità che affliggono la nostra realtà regionale. Adesso che il percorso riformatore è avviato le chiediamo un supplemento di attenzione, perché quanto da noi rappresentato possa trovare fattive risoluzioni anche tramite la presenza costante del ministero che rappresenta ai tavoli di coordinamento, controllando e sollecitando l’operato dell’amministrazione regionale. Le affidiamo caro ministro questo pensiero, certi che ne farà tesoro trasformandolo in fatti concreti, senza dimenticare di confermare la più ampia collaborazione e la disponibilità al confronto nell’interesse dei lavoratori e dei cittadini coinvolti nella sfera della sanità siciliana. Con i più cordiali saluti.

Giovanni Musumeci
Segretario generale territoriale Ugl Catania

Carmelo Urzì
Segretario provinciale Ugl sanità

Aurelio Guglielmino
Segretario provinciale Ugl medici

Raffaele Lanteri
Responsabile provinciale Ugl università”

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Redazione

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