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Scuole senza riscaldamenti, è protesta in tutta la Sicilia

Catania – Dopo le vacanze di natale si torna a scuola, al freddo. A causa del maltempo che si è abbattuto su tutto il capoluogo etneo, le temperature sono scese notevolmente, ma a Catania le scuole restano lo stesso senza riscaldamenti.

Al ritorno a scuola ad attendere centinaia di studenti e docenti è stata una brutta sorpresa. Gli alunni, date le condizioni climatiche che ci sono in alcune strutture scolastiche, sono costretti a restare con il giubbotto il classe ed a doversi portare da casa piumini e coperte per coprirsi nel vano tentativo di coprirsi dal gelo. Risulta dunque impraticabile svolgere le lezioni.

Anche a Valverde, alla scuola media di Via Dante, IC Padre Maria Allegra, i ragazzi sono rimasti al freddo. Sembra, da alcune testimonianze, che non sia la prima volta che accade al ritorno delle festività. Il problema è che, quest’anno, Gennaio li ha accolti con un freddo particolarmente rigido.

Alcuni istituti, per evitare che il freddo comprometta la salute degli studenti è previsto che questi escano prima dell’orario previsto. I primi a lamentarsi sono proprio gli insegnati che si rifiutano di spiegare date le pessime condizioni. Al momento si tratta di una problematica, divenuta protesta, che unisce scuole di ogni parte della Sicilia.

Su 130 scuole comunali, 118 scuole e 12 asili nido, negli scorsi giorni, sono stati gli alunni di 8 plessi a restare al gelo.
Sembra che in una delle sette strutture in problemi sia stato risolto, la questione resta ancora irrisolta nei plessi Petrarca, Parini, Verga e Battisti. In molti edifici si tratta di un guasto.

A Palagonia le scuole sono rimaste chiuse mentre a Licodia Eubea alcuni gruppi di genitori hanno contestato il mancato collaudo degli impianti di riscaldamento. A Grammichele le scuole hanno aperto regolarmente ma gli studenti sono rimasti al gelo. Stessa situazione a Scordia, nella Salvo Basso e nella Giovanni Verga dove oltre cento mamme sono intervenute protestando a tutela della salute e del fabbisogno di circa mille studenti complessivi, tra scuola materna, elementare e media. Particolare rilievo assume il plesso di via Simeto nel quale manca il carburante per alimentare la caldaia rimasta per un anno inutilizzata.

Ma non finisce qui, sono ancora molti i plessi che al ritorno dalle vacanze hanno colto studenti e insegnanti al freddo. A San Giovanni la Punta a restare al gelo è il Centro Scolastico Polivalente che ospita, divisi in quattro differenti istituti scolastici intorno alle tre mila persone, tra studenti, docenti e tutto il personale addetto. In questa scuola, gli uffici provinciali che la gestiscono, decidono per quante ore i riscaldamenti dovranno rimanere in funzione. E’ evidente che le ore disposte non sono sufficienti.

A Giarre invece diversi sono i plessi in cui gli impianti di riscaldamento risultano del tutto non funzionanti. A riscontrare problemi di freddo è il plesso Ungaretti di Macchia sito in via Ospizio in cui la caldaia non viene utilizzata da diverso tempo. Solo qualche giorno fa il comune ha provveduto conferendo delle stufe al plesso, tuttavia il problema non sembra essersi risolto.

Non resta fuori dalla cerchia l’ex istituto d’Arte di via Trieste in cui gli studenti stanno al freddo da un paio di giorni.

Problemi anche nei plessi “Rodari” e “Cosentino” in cui i termosifoni risultano guasti.

Sembra che gli stessi problemi si riscontrino in alcune scuole di Palermo, come Nicolò Garzilli e al plesso Trinacria in cui i lavori di manutenzione dovrebbero iniziare oggi.

Ancora invece all’asilo comunale il Pellicano, sito in via Guido Rossa, in cui i genitori hanno avvertito le forze dell’ordine lamentando che i locali fossero freddi e che i bambini fossero costretti a lavarsi con l’acqua ghiacciata.

All’elenco non possono mancare alcune scuole di Messina. Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Condsal e Gilda Unams hanno dunque lanciato un appello unitario al prefetto di Messina, al sindaco della città metropolitana e ai primi cittadini della provincia per spingere chi di competenza ad intervenire prima possibile.

I sindacati tengono in considerazione la possibilità di sospendere le attività scolastiche.

Fonte la sicilia

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Redazione

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