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Sequestrati prodotti ittici per mancanza di tracciabilità

Prende il nome dai giorni più caldi dell’estate l’operazione complessa denominata “Canicola” condotta dalla Guardia Costiera della Direzione Marittima della Sicilia Orientale nel corso della settimana appena trascorsa.
I controlli, coordinati dall’11°Centro di Controllo Area Pesca di Catania, sono stati diretti all’intera filiera ittica seguendo le diverse fasi della cattura, vendita e somministrazione del pescato.
Tra le diverse attività condotte durante l’operazione nel territorio catanese, a Calatabiano, l’Ufficio Circondariale marittimo di Riposto ha sequestrato presso un ristorante 31 kg di prodotto ittico per mancata tracciabilità. Anche il personale della sezione polizia marittima della Capitaneria di porto di Siracusa ha effettuato il sequestro di circa 10 kg di frutti di mare per mancanza di tracciabilità presso un locale ristorante ed elevato n° 2 processi verbali per illecito amministrativo. Nell’ambito del Compartimento di Augusta sono stati sequestrati circa 20 kg di pescato ad Agnone Bagni ad un ambulante abusivo procedendo altresì, congiuntamente ai Carabinieri della locale stazione, al sequestro del mezzo totalmente sprovvisto della documentazione circolativa obbligatoria.
I mezzi nautici della Capitaneria di Milazzo hanno effettuato il sequestro di n. 3 trappole (nasse) posizionate in mare senza gli appositi segnalamenti e n. 4 fonti luminose c.d. “siluri”, utilizzati da pescatori diportisti in violazione della vigente normativa in materia di pesca. Sono stati inoltre sanzionati i rispettivi conduttori di due unità da pesca per errata compilazione del giornale di pesca.
L’Ufficio Circondariale marittimo di Lipari ha effettuato il sequestro di n. 2 attrezzi da pesca (reti da posta fissa) posizionati in zone non consentite e sequestrato, a seguito di controlli espletati congiuntamente al personale del servizio veterinario, circa 60 Kg. di prodotto ittico presso un ristorante, in quanto somministrato ai consumatori in cattivo stato di conservazione.
L’Ufficio circondariale marittimo di Sant’Agata di Militello ha effettuato il sequestro di n. 14 cosiddetti “cannizzi” utilizzati per la pesca della lampuga, abusivamente detenuti da pescatori non autorizzati. Infine, la  Capitaneria di Pozzallo ha proceduto al sequestro di un palangaro di 11 km non correttamente segnalato.
L’operazione complessa ha coinvolto, nel solo periodo di riferimento, circa 135 uomini e donne, 20 mezzi navali, impegnati in 140 missioni a mare e a terra che hanno portato, su tutto il territorio di giurisdizione, all’elevazione di n. 19 sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 37.000€, al sequestro di 175 Kg di prodotto ittico e di 30 attrezzi pesca non conformi. I controlli hanno portato, altresì, all’esecuzione di n.13 sequestri ed alla trasmissione all’Autorità Giudiziaria di n. 2 comunicazioni di notizia di reato.
Un occhio di riguardo è stato riservato alla ristorazione al fine di garantire, in concomitanza della settimana di ferragosto che attira sul litorale un enorme flusso di vacanzieri,  la  tutela del consumatore, obiettivo costantemente perseguito dalla Guardia Costiera. Ne è conferma il fatto che, nell’ambito dei controlli effettuati, si è potuto riscontrare un progressivo e consapevole adeguamento alla normativa vigente in materia di tracciabilità da parte degli stessi esercenti del territorio interessato.  A tal uopo è opportuno evidenziare un ulteriore “giro di vite” da parte della Cassazione che con sentenza 34783 del 17 luglio scorso ha ribadito che “La semplice detenzione nel ristorante di pesce surgelato, quando nessun piatto del menù ne specifica la presenza, equivale a un tentativo di frode”.

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Redazione

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