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Sicula Trasporti, la discarica che opera abusivamente

Le particelle “abusive” della discarica

Per sua stessa ammissione la grande discarica della Sicula Trasporti opera su aree dove non ha autorizzazione. Emerge nel corso della conferenza di servizi che si è tenuta a Palermo martedì 16 maggio, in sede regionale, per discutere dell’approvazione del progetto di ampliamento.

Un iter lungo, durato anni, su cui pendono evidenti elementi di illeggitimità. La questione è della massima importanza perchè si parla di rifiuti e quindi di salute pubblica e di ambiente.

La discarica della Sicula Trasporti che fa capo alla famiglia Leonardi di Catania è, se non la più grande, tra le più grandi di Sicilia. Oggi ha una capacità per circa 1 milione e 900 mila tonnellate di rifiuti.

Vi sono forti dubbi di duplice natura sulle autorizzazioni concesse in passato. In particolare si guarda al cambio di destinazione d’uso in variante del Piano Regolatore Generale di alcune particelle catastali che sono state autorizzate per essere convertite da terreni agricoli a discarica. Il cambio è stato autorizzato per determinate particelle ma la discarica opera su altre, per cui di fatto, non è mai stato autorizzata alcuna modifica alla conversione.

Lo rileva l’associazione Bonvicino, aderente alla più grande Zero Waste Sicilia – Rifiuti Zero, lo appura il comune di Lentini, viene ammesso dalla stessa Sicula Trasporti eppure la ditta, pur consapevole, comincia i lavori per l’ampliamento della discarica e usa anche i “vasconi” per riempirli di rifiuti. «L’impianto praticamente, in alcune parti, è abusivo – afferma l’ingegnere Salvatore Durante di Zero Waste Sicilia presente in qualità di uditore alla conferenza di servizi – quindi ci sarebbero anche risvolti penali: se io costruisco una casa a mare, dove è proibito, compio un abuso».

A sua giustificazione la Sicula Trasporti sostiene di avere in corso con la regione una procedura di secondo livello, che si protrae dal 2012, per modificare l’autorizzazione già rilasciata. Nelle more di questa sanatoria però la ditta non è stata con le mani in mano: come costruire e abitare una casa prima di avere la concessione edilizia.

«A nostro avviso si sarebbe dovuto attendere l’esito definitivo di questo errore, se di errore si tratta – afferma ancora Durante di Zero Waste Sicilia – il che avrebbe allungato l’iter della gestione, ed invece da circa tre anni si lavora».

La Sicula vuole aumentare la sua capacità rifiuti

C’è di più, dietro lo scudo dell’incombente emergenza rifiuti, la discarica chiede di ampliarsi con il risultato di raddoppiare la sua capacità. L’autorizzazione rilasciata nel 2012, così erronea sulle particelle, prevedeva la costruzione di due bacini all’interno di un’area più vasta genericamente destinata all’impianto di trattamento dei rifiuti. Uno di questi due bacini (il B) è già pieno al 75 per cento, l’altro (quello denominato A) è stato già costruito, ed in fase di collaudo, entrerà presto a regime.

La richiesta dell’azienda è di realizzare un terzo bacino, la vasca C, all’interno di un’area già assegnata all’impianto ma non destinata ad oggetto di scavi. Già nel 2012 la discarica aveva chiesto l’autorizzazione per la terza vasca e la regione aveva rifiutato ritenendo che ne bastassero due. «Con la scusa dell’imminente emergenza rifiuti, la Sicula Trasporti torna alla carica per chiedere il nuovo bacino rifiutato nel 2012.» afferma ancora il rappresentante di Zero Waste.

L’obiettivo dell’azienda è un corposo ampliamento della potenzialità della discarica da ottenersi con la realizzazione della terza vasca e l’ulteriore autorizzazione a innalzare, ancora, il livello consentito delle tre vasche una volta colme. La capacità della discarica da 1 milione 900 mila tonnellate di rifiuti passerebbe a circa 4 milioni.

Rischio sicurezza

C’è anche una questione legata alla sicurezza. Secondo le associazioni a tutela dell’ambiente non basta la sola relazione fornita dall’azienda sulla qualità del terreno, sarebbe necessaria un’altra perizia ad opera di terzi. Seppure dal 2003 sia previsto, per legge, che nel fondo dei bacini destinati ai rifiuti venga posizionato un telone a protezione «l’esperienza ha dimostrato – spiega Durante – che con il peso dei rifiuti e gli agenti chimici operanti da una massa indeterminata di spazzatura, questi teli non rimangono intatti.»

A questo punto diventa rilevante scoprire la natura del terreno ovvero se filtrante. Se il suolo è permeabile si profila il rischio della contaminazione delle falde, il disastro ambientale «purtroppo la natura del terreno, dove insiste la discarica della Sicula Trasporti, è molto variabile» afferma ancora la Zero Waste «a nostro avviso occorre un indagine geologica accurata che appurri che al di sotto dei trenta metri di profondità di questi fossi famosi ci sia uno strato sufficientemente impermeabile».

La conferenza di servizi che ha avuto luogo martedì scorso è stata aggiornata a nuova data. Nelle more della completa informazione di istituzioni compententi che non hanno mai ricevuto documentazione dall’azienda: vigili del fuoco e sovrintendenza di Siracusa lamentano di non possedere alcuno studio «eppure si tratta di un obbligo di legge» obiettano ancora le associazioni ambientaliste.

L’ARPA, agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, che pure potrebbe essere l’istituzione deputata ad operare i  rilievi sul sottosuolo per appurarne la natura, non prende ancora una posizione ma nel frattempo, la discarica continua ad operare indisturbata.

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Fabiola Foti

Mantide religiosa la sua presenza preannuncia la carestia… 14 anni di giornalismo, ma ci tiene a precisare che è molto giovane. Fuma come il comignolo di una ciminiera eppur si vanta di non puzzare ma di odorare di Arancio Amaro. Porta la mini (perché pensa di avere delle belle gambe) anche quando inforca il suo ipad ed insegue un intervistato. È l’incubo di almeno due presidenti della regione siciliana eppure i gossip le affibbiano una insana passione per uno di essi che lei non smentisce. Una penna sulla destra ed un biberon sulla sinistra; digita sulla tastiera e cerca di cambiar pannolini (l’impresa non sempre le riesce bene). Ama la satira, monta video da gran maestro e a furia di schezarci sopra si è beccata almeno 10 querele e 3 rinvii a giudizio. Ai suoi lettori chiede, qualora finisse in carcere, di portarle sigarette, sushi e sangele. Laureata in scienze giuridiche ha presentato una tesi in diritto ecclesiastico sui pax ed il suo relatore per protesta ha preferito non presentarsi alla discussione.

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