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Vinitaly 2017, così il vino abbraccia il mondo

Si spengono i riflettori sull’edizione 2017 del Vinitaly, evento che di anno in anno assume sempre più una dimensione internazionale. Centoquarantadue sono stati i Paesi rappresentati da buyer e operatori del settore, mentre trenta Paesi diversi hanno presentato i propri vini all’interno del salone speciale Vininternational, ovvero lo spazio dedicato ad espositori stranieri. Per la prima volta erano presenti buyer provenienti da Panama e dal Senegal, espositori dal Giappone, mentre, sempre per la prima volta, in qualità di ospite era presente il Kosovo.

Questa edizione ha registrato anche il forte incremento di addetti ai lavori Russi- presente un gruppo di vitivinicoltori organizzati dal loro Ministero di competenza- e Cinesi. Anche AfriWines, che con più di cento etichette dal Sudafrica ha avuto la sua importante vetrina. Spazi espositivi sono stati destinati al settore bio e incontri b2b con trader internazionali specializzati in questo segmento. Ma il Vinitaly è anche degustazioni, cultura del vino, scambio di informazioni e tanto altro, infatti durante l’edizione appena conclusa si sono tenuti circa quattrocento momenti di incontro tra convegni e seminari. Come prevedibile il vino “scorre” sempre più sui social, nei giorni dedicati a questa importante piattaforma per il business il fenomeno è stato analizzato attentamente da esperti.

Tra le curiosità degne di nota, al Vinitaly si è “cominciato a parlare”-in verità già da qualche anno- del “Vino per la Santa Messa”, un prodotto ottenuto grazie ad una rigidissima lavorazione, e sotto l’attento controllo di addetti incaricati dalla Curia di appartenenza. I vini per la Santa Messa vengono realizzati in base alle regole dettate dal Codice di Diritto Canonico derivato dal Pio-Benedettino del 1917. Chissà se in futuro questo vino altamente genuino non susciterà anche interesse commerciale.

Tra i produttori siciliani presenti al Vinitaly troviamo Seby Costanzo, che promuove la sua “Cantine di Nessuno”. Il Vinitaly-secondo Seby Costanzo- oltre a far conoscere e degustare il proprio vino “è una piacevole fatica che ti concede entusiasmi e soddisfazione”, poichè “per una cantina giovane come la nostra essere presenti al Vinitaly significa entrare in campo ed essere parte di un circolo della qualità in un settore in cui l’Italia con le sue produzioni rappresenta ancora una volta l’eccellenza e l’Etna ne è parte integrante”. Da quest’anno, per la prima volta, Cantine di Nessuno presenta ai diversi operatori del settore, una gamma di vini completa e ben assortita, ma il momento di più sentito del noto imprenditore catanese è quando tiene tra le mani-quasi a coccolarla- una bottiglia del suo primo prodotto sul quale ha lavorato intensamente prima di presentarsi al mercato, cioè “Nuddu” un Etna Rosso Doc. Sicuramente un vino dal nome originale e dai sentori gusto-olfattivi tipici, giudicato “vino imperdibile” esemplare del territorio Etna, con una fortissima impronta siciliana che avrà suscitato particolari attenzioni tra i Buyer presenti a Verona

Altra realtà presente al Vinitaly che ormai ha conquistato tantissimi palati in diverse parti del mondo è la cantina “Judeka”. Nata dall’idea imprenditoriale dei fratelli Valentina e Cesare Nicodemo, che da giovani promettenti sono oggi affermati imprenditori nel settore vitivinicolo. “Per noi è il decimo anno di partecipazione al Vinitaly-dice Valentina- ed è una grande soddisfazione vedere un forte interesse degli operatori esteri sia per il concetto Italia, ovvero per i vini italiani e siciliani, ed in particolare per quei vini del Cerasuolo di Vittoria che noi con orgoglio rappresentiamo”.

Mentre dalle parole di Cesare si evince la soddisfazione per i risultati ottenuti frutto di un lavoro costante, “con una certa emozione vediamo l’interesse crescente degli operatori per i vini di nostra produzione, ricordo i primi Vitanitaly, dove ci si confrontava con i colossi del vino, ma oggi i vini Judeka godono un posizionamento di tutto rispetto e con forte connotazione identità; portiamo avanti il concetto di vini biologici, vini autentici di un territorio nobile che è quello di Caltagirone, e soprattutto portiamo delle innovazioni, una fra tutte il frappato che è una uva a bacca nera vinificata in bianco naturalmente mosso”.

 

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